Scritta nel 1960 da Eduardo De Filippo e ambientata nel cuore popolare di Napoli, la commedia racconta il potere ambiguo e carismatico di Antonio Barracano, uomo rispettato e temuto che amministra la giustizia secondo regole personali, al di fuori delle istituzioni. Una lucidissima riflessione sul confine incerto tra bene e male, giustizia e sopraffazione, in una società dove lo Stato sembra incapace di garantire equilibrio e dignità.

Note di regia

Nei miei 50 anni di teatro ho interpretato 7 commedie di Eduardo De Filippo, prima con il suo benestare, poi con quello del mio amico Luca, che tanto manca a me e al teatro italiano, ed ora grazie a Tommaso che così amorevolmente e con grande competenza amministra l’immenso patrimonio. E così, a 72 anni, realizzo il sogno di interpretare “Il sindaco”, la commedia a cui egli era più legato, come confessò a Sergio Lori tanti anni fa. Chiariamo subito che la camorra con “Il sindaco del rione Sanità” non c’entra nulla. Antonio Barracano è “un uomo d’onore” che per buona parte della sua vita si era dedicato a comporre dissidi, amministrando una forma di giustizia alternativa a quella dello Stato, uno Stato che condannava gli innocenti e spesso non aveva pietà. Il nodo della commedia è che Antonio Barracano difende i più deboli perché “la legge non ammette ignoranza. E allora non ammette tre quarti di popolazione”. Commedia simbolica, politica, quasi didattica, ma che a mio avviso pretende di essere affrontata di petto, affondando le mani nel male, nella sofferenza e, a volte, nel sangue.
Geppy Gleijeses